Costa Dorada

Il tratto di treno tra Barcellona e Tarragona passa addosso alla costa, non credo ci sia un avverbio o una locuzione avverbiale più precisa. Non passa sulla spiaggia come fa sulla costa adriatica dopo Pesaro, le passa a ridosso ed è comunque super fotogenico, anche perché alle tre del pomeriggio verso sud il sole entra dentro da destra molto dolce attraverso i vetri polarizzati del Talgo e vengono dei controluce che lèvate.

Viene fuori che sono a tre ore di treno da una città incredibilmente affascinante, e i miei occhi qui al sud, come mi disse A. giusto due mesi fa, si fanno bolder, grossi e arroganti. E non la finisco più di scattare foto e di vedere cose. Non mi basta mai. Inquadro mentalmente ogni cosa che vedo e mi salta tutto agli occhi. Trovo che qua i contorni siano netti, delle case, dei visi e di tutto. Ogni situazione mi si presenta con una saturazione che mi scombussola le ISO emotive e che crea dipendenza, che fa che ne voglia ancora. E poi c’è il dettaglio non indifferente dell’orizzonte che cambia in continuazione. L’occhio e la testa si abituano facilmente, credo, a una certa ripetitività di paesaggio, per cui non mi stupiva più la regolarità delle facciate berlinesi (mentre la noia terribile dei dintorni campagnoli della città sì che ce l’ho sempre avuta ben chiara).

L’architettura della Spagna della costa è come quella del sud d’Italia (o anche centro, o di sicuro anche di alcune zone del nord, però io non le conosco). E’ irregolare e interrotta. E’ un cumulo disordinato di case addossate che si susseguono come scenari che si aprono alla vista e lasciano vedere il giusto. Mettono curiosità, allenano la testa a cambi continui, la vera resilienza urbana. Ricordo di parlarne con N. in uno dei tanti discorsi meravigliosi fatti durante l’estate scorsa e arrivare a pensare di farne un articolo, e farne cenno persino a M.
La Germania sprizza sicurezza e assertiveness da ogni Backstein. Qui ogni casa è diversa da quella successiva e quella precedente, ma è lo davvero e per natura, non perché questi sono i resti della seconda guerra mondiale.

Foto: CCCB, Barcellona, la mattina che ho conosciuto di persona M., Novembre 2017

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