Ektar 100

Il modo migliore per conoscere una città è cercarvi casa.
Per ragioni fortuite (cioè i limiti di budget e l’influenza di chi ti ha detto “quello è il quartiere della gentrificazione”) le tre case che ho visto nella mia nuova città erano tutte nella stessa zona. Oggi pomeriggio c’era un gallo che camminava sul marciapiede appena rifatto di fronte all’ultima casa che ho visitato. Un amore di posto, non c’è che dire. Come mi disse T. “you have to live there, that is the place to be”. Davanti a casa, più in là del pollo, son passati a distanza di un paio d’ore due gruppi di turisti olandesi in bicicletta. Mi son sentita a Neukölln dieci/quindici anni fa. Come al Poble Nou a Barcellona cinque anni fa, vamos.

Uscendo dall’aeroporto ho sbattuto contro una delle porte scorrevoli dopo aver preso i bagagli. Avevo tre valigie e la borsa con il gatto impilate su un carrello e ho scardinato la porta sotto lo sguardo atterrito della ragazza della sicurezza e le risate dei crucchi in vacanza. Tre ore dopo mi son schiantata contro le porte a vetri del supermercato Consum, ridendo come una pazza dalla stanchezza, la stessa che mi ha fatto comprare cose a caso come un barattolo di guindillas, tre tipi diversi di formaggio di capra a peso al banco del fresco presa dall’emozione, le olive ripiene di acciughe, un vino rosso della Comunitat Valenciana e dei polvorones fuori stagione (madonna i Polvorones, signore grazie).

Mi ci son voluti tre giorni per sentirmi di nuovo a mio agio nel fare battute a sconosciuti, nel dire alla signora cui ho potuto scroccare da accendere dopo aver chiesto a almeno sei persone “se la goda, perché siamo le uniche che ancora fumiamo”, nel ridere con l’autista di un autobus perché non sapevo dove cazzo dovessi scendere per prendere un tram per andare a vedere un appartamento, ma ero sicura fosse “da quella parte”.

Ci son volute solo un paio d’ore invece perché mi rendessi conto di quanto mi fossero mancate la saturazione del colore, l’esistenza di un centro storico e la piazza, ovvero la traduzione urbanistica e la ragione strutturale stessa dello scambio emotivo, intellettuale e fisico tra esseri umani.

Gli occhi con il filtro Ektar 100. Sempre aperti. Más amor.

 

Foto: Cabanyal, Valencia, Ottobre 2017

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