Incroci, rumori, amori.

C’è questa ragazza qui che mi si è presentata una volta un anno fa in aereo.
È di quelle persone innamorate degli incroci casuali e tutto l’ambaradán delle congiunzioni planetarie che blablabla che poi secondo me più ci si fissa meno succedono – come la grande teoria per cui quanto più a lungo si guarda un pentolino con l’acqua tanto più lentamente questa bollirà.

Invece lei agli incroci ci crede tanto, ma tanto tanto. Siccome poi è bionda e ha gli occhi blu e i capelli lunghissimi, ma tipo lunghissimissimi, riesce sempre a trovare il modo di parlare con sconosciuti. E poi da questi incontri disegna improbabili trame del destino e ci ricama sopra altre cose che io non riesco a seguire. La prima sera che siamo uscite è stata la prima volta nella mia vita che ho visto doppio. Pensavo fosse una scemenza dei film invece succede davvero.

Comunque è da quando la conosco che rincorre le persone. Io non ce la faccio a rincorrere le persone, anzi, proprio mi stanca dentro. Penso che Berlino mi abbia tolto la voglia di rincorrere le persone, forse perché (se si è svelti..) si capisce subito che qui si rischia di allontanarsi così tanto in fretta da chi ci piace che non c’è neanche bisogno di rincorrersi, proprio ci si corre incontro con gioia tra quei pochi cui ci si è affezionati.
La mia amica pratica poi aggiunge che quelli che ti dicono “ci vediamo in giro” mentono, ma poi invece secondo me alla fine ti succede. O almeno a me è successo qualche mese fa ed è stata di sicuro la notte più bella di tutta l’estate. Anzi era la notte dell’inizio dell’estate.


Siccome il mondo è una foresta di simboli io cerco di non crederci alle coincidenze, perché ci si fa sempre male, ma visto che alla fine invece ci spero sempre, mi son fatta benedire l’estate da quella nottata. Ho spremuto le dodici settimane successive come non avevo mai fatto prima in nessun’altro posto credo. Ho cercato di tirare via a questa città tutto ciò che ha di bello e che avrei voluto portarmi dentro, senza ancora sapere con certezza che sarei andata da un’altra parte. Ho cercato di renderla colorata e rumorosa, qui, dove la cosa su cui tutti i tedeschi sono d’accordo dopo la Merkel è l’importanza della Ruhe, la verdammte Ruhe. La calma. Mi vengono in mente discussioni che fanno male alla testa e alla pancia a ricordarle su come identificavo la Ruhe con l’origine dei miei mali, del mio sentirmi a disagio qua, a come facessi del nazionale il personale e desiderassi fargli perdere quella calma per sentirlo gridare.
E allora ecco a fine stagione il mio promemoria di cose rumorose e colorate da fare a Berlino in estate, perché ne vale sempre la pena:

 

Foto: la cosa più bella del mondo, Cosmocaixa, Barcelona, giugno 2017

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